giovedì 12 novembre 2009

una storia prima di andare a dormire.

adoro leggere libri alle mie figlie ma solo se sono libri veri, quelli con tante pagine e poche figure. quelli fantastici, pieni di colpi di scena, di magia, di misteri. mi piace l'idea che le mie figlie si possano costruire le immagini nelle loro menti senza averle lì belle e pronte.
mio marito vorrebbe che passassi più tempo ad aiutarle con la lettura e la scrittura ma la verità è che mi annoio a farlo e invece entrare in questi mondi fantastici mi appassiona e credo che se ce l'hai la passione riesci anche a trasmetterla e io vorrei che le mie figlie coltivassero la fantasia e ci si perdessero ogni tanto.
adesso stiamo leggendo "la fabbrica di cioccolato" e gli piace molto, soprattutto a me perché i bambini odiosi, quelli davvero odiosi (e non dite che tutti i bambini sono carini perché non è vero) vengono puniti in qualche modo.

cerco di leggergli almeno un capitolo a sera e cerco di farlo sempre io, ma a volte si offre mio marito e quindi cedo il passo per par condicio, ma con riluttanza. lui lo sa benissimo.

l'altro giorno abbiamo letto il libro sul divano del salone, mio marito era nello studio attiguo, al computer. inizio a leggere e nina mi interrompe.

- aspetta mamma, devo dirti una cosa. sai che quando leggi tu mi piace tantissimo? sì perché tu fai le voci e mi fai ridere e poi mi aiuta a capire meglio la storia!

e mio marito dallo studio:

- ecco, diglielo pure! adesso è finita.

ovviamente se fossi stata un pavone avrei aperto la ruota più bella, più grande e spettacolare che si sia mai vista.

martedì 3 novembre 2009

uno schiaffo e una carezza.


lisa, 4 anni, ha sempre dimostrato una pazienza e un amore folle per gli animali, come me del resto.
così quest'anno grazie al suo modo insistente e sfiancante di chiedere le cose, ha ottenuto un pesce, uno per lei e uno per la sorella e un cane.
devo dire che sono molto fiera di lei, perché è premurosa e affettuosa. ogni sera si ricorda di dare da mangiare ai pesci e vuole essere sempre la prima a farlo, lo osserva mentre divora quelle molliche puzzolenti e dice anche che le piace l'odore. ha un attaccamento naturale per gli animali!

da tre giorni il suo pesce non mangia e questo, senza essere una veterinaria, credo proprio sia un cattivo segno.
stamattina non sapevo cosa fare, informarla che il suo pesce era spacciato cercando di prepararla al peggio? o fare come molti genitori fanno e cioè, appena muore correre nei negozi e cercarne uno simile, inventando poi storie quando si accorgerà che non aveva la pinna rosa e gli occhi storti come quell'altro?
da genitore moderno ho pensato che forse sarei riuscita a farle affrontare la morte con serenità e quindi stamattina:

- lisa, credo che il tuo pesce stia male, non mangia da tre giorni...e non va bene.

la bambina sorridente e dispettosa che avevo davanti si ferma, abbassa lo sguardo, china la testa e dopo due minuti lunghissimi di silenzio inizia a fare il labruccio (quello della peggior specie, quello irrestibile)

- lisa? perché fai quella faccia? ho detto che FORSE sta male...vedrai che guarirà!!!

devo andare al negozio. di corsa.

lunedì 19 ottobre 2009

quando troppo zelo gioca contro.


mio marito è partito per il sudafrica da due settimane e io malgrado le aspettative me la sto cavando egregiamente con la gestione delle bambine.
certo, passare la notte da sola in una casa con 17 finestre al piano di sotto e tre porte, chiuse tutte con sistemi arcaici mi crea una certa ansia. infatti tutte le sere faccio come faceva una mia cugina ossessiva quando chiudeva il gas prima di andare a letto. lo chiudeva, faceva per uscire dalla stanza e un attimo prima di chiudere la luce faceva un passo avanti e guardava se la chiavetta era girata dalla parte giusta, poi un passo indietro, poi uno avanti, poi chiudeva la luce, la riaccendeva, passetto avanti, passetto indietro, ricontrollava da vicino e poi finalmente spegneva quella luce benedetta e se ne andava a letto.
ecco, io faccio così più o meno tutte le sere, solo che lo faccio per 17 finestre e tre porte.

l'altra mattina, ho pensato di andare a riprendere i secchioni lasciati in strada per la raccolta dei rifiuti, quindi sono uscita come mi trovavo e mi sono chiusa la porta alle spalle visto che faceva un freddo del cazzo e non volevo che il tepore della casa andasse disperso. il problema però è che, per un eccesso di zelo della sera prima, avevo bloccato la maniglia dall'interno e nel momento esatto che ha fatto click ho rivisto me stessa mentre bloccavo la maniglia. oh, cazzo!
sono corsa dall'altra parte per entrare dalla cucina, ma avevo chiuso a chiave, poi ho provato lo studio, chiuso.
ho iniziato a vedere tutte le finestre...bloccate bene bene. oh, cazzo!
faceva freddissimo e ovviamente, pioveva. anzi diluviava. e io ero fuori con le crocs, una felpa e senza cellulare. ho già detto, oh cazzo???
ho preso un cacciavite e ho cercato invano di aprire le finestre, poi mi sono ricordata di aver lasciato sicuramente aperta una finestra al piano di sopra e visto che gli operai che ci hanno ridipinto la casa hanno lasciato la super mega scala nel giardino, ho pensato di riuscire a prenderla e ad arrampicarmi fino alla finestra.
ora, la scala è di quelle di ferro ed è formata praticamente da due scale sovrapposte che facendole slittare si possono allungare per arrivare fino al cielo.
l'ho trascinata fino a sotto la finestra e ho provato ad alzarla. essendo molto lunga a metà della scala mi sono trovata in punto di non ritorno. le possibiltà erano due, o la lanciavo sulla casa rischiando di spaccare la tettoia oppure c'era un'alta probabilità che mi sarebbe caduta sulla testa e mentre avevo deciso di lasciare perdere ovviamente che ha fatto? mi è caduta sulla testa.
ora, la cosa interessante è che essendomi fatta un po' male, ma non troppo, ho tolto una mano per passarmela dove mi faceva male e così la scala è scesa sulle mie spalle. a quel punto ero praticamente incastrata con la testa tra i pioli della scala da 200 chili e tentavo di alzarla solo con una mano, quella libera e quella che ha il polso debole. insomma, un incubo di 3 minuti, ma lunghissimi.
per farla breve ho avuto la brillante idea di andare a chiedere aiuto a degli operai che lavorano da 1 anno alla costruzione di una casa/reggia due case più giù della mia. ovviamente, che te lo dico a fare, per raggiungere la casa bisognava passare su quello che un giorno sarà il loro bellissimo giardino ma che al momento è una pozza di fango e quindi ogni due secondi scivolavo da una parte e dall'altra dandomi dei colpi di reni per mantenere l'equilibrio. mi sembrava di essere in giochi senza frontiere!
arrivata alla porta, finalmente, ho trovato un tipo, basso e chiatto alla danny de vito che ha preso la scala, è salito sulla tettoia, ha aperto la finestra, si è buttato con le scarpe piene di fango sulla moquette ed è venuto ad aprirmi. sant'uomo!!!

giovedì 8 ottobre 2009

si impara anche a dire le bugie.

- sai che oggi le ho mangiate tutte le polpette? non le ho buttate.
- Lisa, hai buttato le polpette?
- no, non le ho buttate...
- questa è come quella volta che hai nascosto gli occhiali a Patrizia e quando lei è arrivata le hai subito detto "non sono stata io a nasconderti gli occhiali"...
- non le ho buttate.
- vabbè, domani chiedo a Ms Nane.
- NO!!! lei non mi ha visto!
- allora le hai buttate...dimmi la verità, non mi arrabbio. te lo prometto. preferisco sapere che non hai mangiato, che c'è qualcosa che non ti piace e che non mangi. basta che mi dici "mamma, le polpette non mi piacciono tanto, non me le mettere".
- ...
- ...
- mamma, non mi mettere le polpette, non mi piacciono...e neanche le carote.

mercoledì 23 settembre 2009

rispettare i morti (di sonno).

ieri sera era distrutta e quindi dopo 10 minuti di televisione sono andata ad accocolarmi sulle gambe di mio marito e sono crollata.
come spesso succede quando mi risveglio per raggiungere il letto riduco al minimo le interferenze per poter riprendere il sonno nel mio lettone. non parlo, apro il meno possibile gli occhi, vado subito in bagno a fare pipì e a lavarmi i denti, sempre rigorosamente con gli occhi chiusi, e infilato il pigiama nel minor tempo possibile mi infilo a letto. a parte volte in cui mio marito cerca di intavolare una discussione su argomenti futili, riuscendo a svegliarmi e quindi costringendomi poi a leggere un libro fino a quando non riesco a riprendre sonno, ieri la missione è andata a buon fine. crollo totale.

ecco, ora mia figlia durante la notte si sveglia per andare in bagno e trovando il suo occupato da mia cugina, viene a svegliare il papà. sento qualche voce, tipo "vai in bagno nostro, dai sbrigati!", qualche rumone di sfregamento sulla nostra odiata moquette e poi il silenzio.
distrutta come sono, riesco a non badarci sicura del fatto che qualunque cose fosse si sia risolta e riprendo il sonno tranquillamente. a questo punto una voce che pronuncia il mio nome mi sveglia.
"geo...geo...geoo. geoooooo?"
"hmmmmm...?!"
"nina si era svegliata e si è fatta un po' di pipì addosso."
faccio finta di niente ma il mio cervello inizia a parlare "e quindi? avete risolto? mi dispiace che abbia svegliato proprio te ma devi necessariamente svegliare anche me? servo? devo rendermi conto proprio ORA che sei stato un bravo papà, pronto e risolutivo? non posso accorgermene domani mattina?".
ecco sono sveglia.
e lui dorme.

martedì 22 settembre 2009

101 e sei fuori.

oggi ho imparato un nuovo termine americano "locavore".
è difficile riuscire a tradurlo in italiano, perchè non esiste.
diciamo che ci sono gli erbivori, i carnivori, gli onnivori e i "locavori". mentre gli altri rispettivamente mangiano prevalentemente erba, carne e praticamente ogni cosa, i locavori mangiano solo prodotti locali, con esattezza solo prodotti cresciuti nel giro di 100 miglia dal luogo in cui si vive.
ovviamente, in un paese dove tutto è di plastica, tutto enorme e tutto insapore, questa nuova filosofia di vita sta prendendo piede in maniera spaventosa.
probabilmente il fatto di trovare ogni prodotto ortofrutticolo in ogni dannato giorno dell'anno, sta iniziando a destabilizzarli, soprattutto qui a washington dc dove un giorno fa 30 gradi e l'altro 17, ormai non sono più in grado di capire in che stagione siano, hanno bisogno di punti di riferimento.
per quanto riguarda l'abbigliamento hanno optato per la resa. maglietta a maniche corte e ciabattine tutto l'anno!!! ma per il cibo forse stanno iniziando a capire che volendo possono riacclimatarsi.

la cosa ci piace molto, soprattutto a mio marito che gira come un pazzo durante il weekend per cercare la frutta che sa di qualcosa e devo dire che tutti ci stiamo prendendo gusto. ovviamente i problemi cominciano quando vai a pagare. l'altro giorno per 5 pomodori ho pagato 8 dollari, mica male!!!
questo senso di ricchezza e di sfarzo non lo solo ti fa assaporare di più i pomodori ma in più ti fa aggiungere valore a una semplice pasta al pomodoro.
mi domando: chissà se adesso oltre al menu a parte per i vegetariani, comparirà anche quello per i locavores. mah!

venerdì 18 settembre 2009

ossigeno cercasi.


quest'anno mi è venuta voglia di stare lontano dalla famiglia. di fare una bella vacanza con amici oppure semplicemente passare un giorno al mare da sola.
mio marito l'ha presa sul personale e ha pensato che stessi rinnegando le mie scelte. ma non è così. è più che altro: ossigeno.
vorrei dei giorni di vacanza dove poter fare quello che voglio, alzarmi tardi, passeggiare per stradine inesplorate, uscire, andare a prendere l'aperitivo.
le persone che lavorano ogni tanto hanno bisogno di ferie, di uscire dalla routine dell'ufficio. per fare cose diverse dal solito.
tipo non vedere le stesse facce, non parlare sempre delle stesse cose, non andare a pranzo sempre all'una e tornare dopo massimo un'ora, non prendere sempre la stessa metro...SACROSANTO dico io!
allora perché quando io vado in vacanza faccio le stesse cose che facevo prima ma in un altro posto? le vogliamo chiamare vacanze?
se il mio lavoro è badare alla famiglia avrò diritto anche io alle ferie?

manuuuuuu, quanti giorni di ferie mi dai?